Scubafreedom 2014

Presso la Baia di Popeye nella splendida cornice del lago di Castreccioni, patrocinato dal comune di Cingoli e con il patrocinio della Regione Marche e del Consiglio regionale delle Marche ha avuto luogo il 29/30/31 agosto la manifestazione SCUBA FREEDOM. L’iniziativa si proponeva di incentivare l’attività subacquea nel lago di Castreccioni e contemporaneamente di accompagnare in acqua subacquei con o senza disabilità, portando all’attenzione dell’opinione pubblica la fattibilità di vivere l’attività subacquea in qualsiasi condizione.
L’immersione consisteva in un percorso di un centinaio di metri sott’acqua, fra statue alte da 1,5mt ad 1,8 mt. a soggetto mitologico ad una profondità massima di 12 metri.
L’evento è stato organizzato dalla Soc.Coop. Aesit di Jesi in collaborazione con L’Unione Ciechi della Provincia di Ancona e Macerata e dalle Associazioni subacquee ASD MONSUB di Jesi ed Adriatica Diving di Ancona.

La notizia al tg locale: https://www.youtube.com/watch?v=xGAu7bR78_o

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Inizio corsi ARA Aprile 2014

2010 ara con reperto

Iniziano internet marketing services i corsi ARA 2014. La serata del giorno 8 aprile presso la piscina Federico II alle ore 21:30 ci troveremo per provare le attrezzature e presentare i corsi. La partecipazione alla serata è libera e gratuita, senza alcun impegno. Chi vuole fare la prova in acqua può contattare l'istruttore Domenico Alessandrini.

Il presepe in fondo al lago 2013

Ecco a voi alcune foto della deposizione del presepe subacqueo, avvenuta lo scorso 8 dicembre al lago di Castreccioni, comune di Cingoli!

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Corso ARA aprile 2013

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Venerdì 5 aprile alle ore 21.00 presso la sede del club ci sarà la presentazione del nuovo corso ARA di primo livello (OWD) didattica PADI.

Leggi tutto: Corso ARA aprile 2013

La notte degli astici 2012

Finite le gare di caccia subacquea, s'inizia un’altra avventura, la caccia ai relitti dell’adriatico.
E interest calculator loan quattro immersioni in 8 giorni è un buon inizio, ma andiamo con ordine.

Con Andrea, decidiamo di ritornare all’Aurora, relitto su cui avevamo già fatto diverse immersioni l’anno scorso, solo che questa volta la buttiamo di notte. Si parte tardi la sera e dopo aver caricato il prode FIORINO ci accorgiamo che sono già le 21.30. L'arrivo alla marina Dorica, la preparazione del gommone e la vestizione ci portano via un’altra ora abbondante. L’alaggio avviene non senza problemi in quanto il fango arriva oramai quasi alla superficie nei vecchi scivoli ed i nuovi non sono ancora pronti ma il gommone di Andrea è navigato e riesce a passare dappertutto. Il mare, piatto in porto, si presenta schiumando appena fuori le mura del cantiere, ed aumenta il moto ondoso andando verso il largo: in poche parole non è dei migliori. Preoccupato chiedo ad Andrea se non fosse il caso di ripensarci ma alla mia domanda la risposta è il classico “te lassa fa a chi sa fa” e con questa frase la decisione è presa.
E’ quasi mezzanotte quando ci buttiamo, (L’Aurora si trova a 3 miglia al largo di Ancona, posizionata su un fondale di 20mt.), il mare, come abbiamo detto non proprio calmo, presenta una corrente da nord, ed una volta buttato il pedagno, dobbiamo lavorare non poco per ancorare il gommone e far si che all’uscita ci troviamo la corrente a favore.
Andrea più allenato arriva prima al pedagno, ed inizia la discesa, e grazie all’acqua pulita ed alla torcia accesa, io riesco a scendere una decina di metri prima e raggiungere Andrea sott’acqua. Con un’acqua fantastica ed una decina di metri di visibilità, raggiungiamo l’Aurora in un attimo e cominciamo a perlustrarla. Quello che avevamo visto le altre volte di giorno si presenta a noi sotto una veste completamente nuova. Il fatto di poter vedere solo dove illumina la torcia moltiplica i particolari, rendendo i tappeti di stelle marine ed i rami di gorgonie più nitidi e colorati, dandoci modo di notare sfumature che di giorno passavano inosservati.
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Ma professional seo services quello che ci ha entusiasmato notevolmente, è stato vedere numerosi astici a spasso per il relitto. Ne avevamo visti, anche di grandi, le altre volte, ma sempre di sfuggita e dentro dei buchi. Vederli ora così liberi a spasso con quell’acqua trasparente ci proiettava in un'altra realtà, non sembrava di stare in Adriatico. La foto ricavata dal video non rende merito.
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Ci siamo lasciati prendere dall’eccitazione per la particolarità dell’ immersione e ci siamo appena resi conto di aver quasi finito l’aria, le bombole da 10 litre che avevamo e le difficoltà iniziali ci hanno permesso solo 32 minuti d’immersione ma il vedere decine di astici (dai 30/40cm in su) a spasso ha reso quei 32minuti eterni.
Siamo risaliti sul gommone e abbiamo iniziato a ritornare verso il porto ma quello che avevamo ancora negli occhi si sovrapponeva a quello che stavamo realmente guardando.
Abbiamo lavato gommone ed attrezzatura ripetendoci continuamente che dovevamo ritornare quanto prima.
Ed il quanto prima è arrivato il giovedì successivo, sempre di notte, che ci ha visti, pieni di aspettative, ritornare sul posto. Il mare sempre mosso ci ha creato ancora più difficoltà della volta precedente, facendoci fare la prima discesa a vuoto, in quando l’ancora aveva scarrocciato, e costringendoci ad una risalita ed a un nuovo ancoraggio. Questa volta però il caro Nettuno ci ha messo lo zampino cambiando la direzione della corrente ed andando a sporcare gli ultimi 2/3 metri d’acqua. E di notte con 50cm. di visibilità era leggermente difficile non perdersi, anche le torce ci hanno dato poco conforto non riuscendo a penetrare il muro di fango in sospensione. Nell’insieme possiamo dire di aver fatto una buona immersione ma completamente offuscata dalle bellezze dell’immersione precedente. Per carità, abbiamo di nuovo visto diversi astici ed il tappeto di stelle marine era il solito ma cambiava completamente l’atmosfera.
Domenica l’abbiamo improntata in modo diverso. Il gommone di Andrea, che assomiglia alla macchina di Paperinik, dotato di tutti i ritrovati più moderni, ci ha impressionato facendoci consultare un GPS con una quantità di punti segnati infinito. Abbiamo quindi optato per visitare due nuovi relitti:
Il primo, un motopeschereccio di local seo services 75 tonnellate di stazza, “Gaetano Donizetti”, affondato il 6 settembre 2007 mentre veniva rimorchiato in porto dopo aver avuto uno scontro con un altro peschereccio (di seguito un’articolo preso da internet).
Ancona, 6 settembre 2007 - Un motopeschereccio è affondato oggi a circa cinque miglia a nord di Ancona. Le quattro persone che erano a bordo sono state recuperate da una motovedetta della Guardia Costiera. In un primo momento era anche intervenuta una motovedetta dei vigili del fuoco per pompare fuori dall'imbarcazione l'acqua che era entrata, ma senza risultato. In buone condizioni i quattro componenti dell'equipaggio, due italiani e due tunisini. Solo uno di loro è rimasto ferito. Trasportato con un'imbarcazione dei VVFF alla banchina della Capitaneria di porto, è stato poi accompagnato in ospedale con un'ambulanza della croce Gialla di Ancona. La causa dell'affondamento del peschereccio, denominato 'Gaetano Donizeti', al largo di Ancona è dovuta allo scontro con un'altra imbarcazione, il motopesca 'Labrador', nonostante le condizioni di mare calmo e buona visibilità. Sul luogo dell'affondamento sono sopraggiunte imbarcazioni della Guardia costiera per tentare di ricostruire la dinamica dell'incidente, su cui è stata aperta un'inchiesta. Lo scontrto fra il 'Gaetano Donizetti', 25 metri di lunghezza per 75 tonnellate di stazza (registrato presso la Capitaneria di porto di Ancona con il codice An3586), e il 'Labrador', si è verificato sul lato di dritta, a circa otto miglia di distanza dal porto, nei pressi della cosiddetta monoboa della Raffineria Api. E' stato poi lo stesso 'Labrador', dopo l'urto, a rimorchiare il 'Gaetano Donizetti' tentando di riportarlo in porto. In soccorso sono arrivati anche una motovedetta della Guardia costiera e una dei vigili del fuoco, che hanno cercato di pompare l'acqua fuori dallo scafo danneggiato. Ma a metà tragitto tra il luogo dell'incidente e lo scalo marittimo il 'Gaetano Donizetti' ha iniziato ad affondare, costringendo il 'Labrador' ad abbandonarlo per non essere trascinato a sua volta verso il fondo.
Il secondo un dragamine affondato davanti il Passeto di Ancona ad una profondità di ca. 13 metri. Di questo non abbiamo ancora notizie in merito ma andiamo con ordine. Questa volta partiamo di mattino, ore 07.30 da casa, e ci ritroviamo per la terza volta in pochi giorni a preparare il mitico gommone. Le difficoltà ci sono tutte, soprattutto quelle dovute all’alaggio, in quanto una bassa marea da paura, ci consente di alare il gommone in pochi cm. d’acqua.
Ma si parte, destinazione “Donizetti”. Il mare è più tranquillo, sia perché ancora non si sono svegliati i gitanti domenicali sia perché è una giornata con assenza di vento.
Il loan payment calculator “Donizetti” è un motopeschereccio adagiato in assetto di navigazione su un fondale di ca. 20 metri. Il mare buono e la limpidezza dell’acqua in superficie ci fa ben sperare. Dopo aver ancorato e assicurato le cime sul gommone ci apprestiamo a scendere. Ci siamo portati due bombole, un 15 litri per il Motopeschereccio ed un 10 litri per il dragamine.
Andrea prepara la telecamera e con il segnale di OK ed il pollice rivolto in basso iniziamo la discesa. Purtroppo quando arriviamo intorno ai 15 metri entriamo in un nebbione che ci preclude quasi totalmente la visibilità. Ma non importa, ci siamo ed iniziamo la perlustrazione. Come dicevo prima il motopeschereccio si presenta in assetto di navigazione, ed è totalmente coperto di reti, che avendo intrappolato dei galleggianti, risalgono fino intorno ai 13/14 metri, tanto è vero che dal nebbione esce una torretta di reti del diametro di un paio di metri circa.

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Anche qui incontriamo gli ormai consueti astici, ed anche di buone dimensioni, ma pesce zero. Anche se ad onor del vero con pochi cm. di visibilità, se anche ci fossero stati, non credo che li avremmo visti. Ci facciamo diversi giri, anche per renderci conto di come è posizionato il relitto e dopo ca. 42 minuti ce ne ritorniamo in superficie.
Una volta risaliti smontiamo l’attrezzatura e cambiamo bombola, prima di rimetterci in moto per la seconda destinazione. Il mare sempre calmo e la giornata soleggiata rende piacevole questi 15 minuti di viaggio ed ancoriamo (a dire la verità lo manchiamo di ca. 4/5 metri) sul dragamine, che ci accoglie con un’acqua notevolmente più limpida.
Anche qui vediamo un bell’astice, diversi gronghi alcune canocchie e un’esagerazione di granchi, anche strani. Poche tane, nell’insieme, il relitto, sicuramente finito sotto il fango che predomina su tutto, è ormai poco più che qualche rottame. Riusciamo a vedere dei nudibranchi ed un granchio, che assomiglia ad un ragno. Nel complesso sono stati 40 minuti piacevoli.

Risaliamo, stanchi ma appagati, e ripartiamo direzione casa. Ci aspetta il lavaggio del gommone, delle attrezzature, il Fiorino da caricare ed il ritorno verso casa, ogni volta si deve faticare delle ore per pochi minuti d'immersione, ma quando si è malati di mare come noi non se ne avverte il peso.
A presto

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E... la caccia continua...

Andrea e Domenico

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